sabato 12 giugno 2010

Tra Uruguay e Francia vince la noia

Poche emozioni e tanta tanta noia. E' questa la sintesi del match tra Uruguay e Francia disputatasi a Città del Capo. In campo vi erano tre titoli mondiali conquistati, due l'Uruguay, agli albori del calcio, e uno la Francia, nel '98. Eppure tutto ciò non si è visto. La squadra di Domenech, in particolare, è sembrata abulica e priva di un'effettiva organizzazione di gioco, confermando tutte le perplessità iniziali, derivate dai test amichevoli pre mondiali, ma soprattutto dalle qualificazioni, quando i Blues, è bene ricordarlo, sono passati solo grazie a un'indecente fallo di mano di Henry, non sanzionato dallo svedese Hansson, che ha mandato a casa l'Irlanda del Trap, qualificando i transalpini. Nonostante tutto, Domenech a fine gara si è mostrato ottimista e fiducioso per il prosieguo dei suoi, e felice per il gioco espresso. Contento lui. I francesi sfiorano il goal solo in un paio di occasioni, nelle battute iniziali. Al 7' Govou, a due metri dalla linea di porta, non riesce a concretizzare uno splendido assist di Ribery. Al 18', invece, è miracoloso il portiere laziale Muslera a salvare i suoi da un'insiodisissima punizione di Gourcuff, diretta all'incrocio. Nel mezzo, Lloris salvava su uno splendido destro di Forlan. Di qui in avanti solo noia bestiale, fino al 72' quando la stessa scarpa d'oro 2009, appostato in area, calcia maldestramente un pallone ottimamente servitogli dall'astro nascente Luis Suarez, gioiello dell'Ajax. Nel finale il ct francese inserisce anche Henry, ed è proprio il giocatore del Barcellona a diventare protagonista a due minuti dalla fine, quando reclama un calcio di rigore per fallo di mano. Si, proprio lui Thierry Henry. Come se Maradona chiedesse all'arbitro di annullare un gol di mano realizzato dai suoi avversari.

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